La Via di Natale

Breve storia della “via di Natale”

La Via di Natale è una Associazione Umanitaria sorta nel dicembre 1977 e legalmente costituitasi nell’agosto del 1978. Ha una propria personalità giuridica da giugno 1989 ed ha assunto la connotazione di O.N.L.U.S. dall’aprile 1998. Dall’aprile 1999 è membro della federazione cure palliative. E’ iscritta al n° d'ordine 56 del Registro regionale Friuli Venezia Giulia delle persone giuridiche dall’ottobre 2002.
E’ gemellata con Istituto ricerche farmacologiche "M.Negri" di Milano e con la Brigata Alpina "Julia". E’ inoltre gemellata con le comunità di: Alpago/Bl - Brugnera/Pn - Buja/Ud - Corno di Rosazzo/Ud - Fiumicello/Ud - Gorizia - Oderzo/Tv - Romans d'Isonzo/Go - Ruda/Ud - Sernaglia della Battaglia/Tv - Sesto al Reghena/Pn - Teglio Veneto/Ve - Tiezzo di Azzano X°/Pn - Zenson di Piave/Tv

L’Associazione "via di Natale" ha incominciato la sua attività nel dicembre del 1977 su iniziativa di Franco Gallini che ha saputo coinvolgere un gruppo di amici di Pordenone; gente comune impegnata in varie attività imprenditoriali e non, che avevano l’obiettivo di promuovere e sostenere, nell’ambito della Regione Friuli-Venezia Giulia, programmi di studio, ricerca scientifica, educazione, istruzione e diffusione delle conoscenze nel campo della salute ed altre finalità umanitarie di pubblica utilità, identificando nella malattia CANCRO una battaglia da combattere.

Premessa importante di allora (tuttora valida) era che nessuno dei componenti il Consiglio di Amministrazione doveva essere colpito da tale malattia poiché si voleva evitare un impegno profuso sull’onda di situazioni personali. Doveva e deve essere soltanto il desiderio di dedicarsi, come persone sane, ad una attività umanitaria e sociale a favore della Comunità.

A quel tempo l’Associazione aveva notato che le persone colpite da questa patologia si rivolgevano principalmente a strutture ospedaliere specializzate lontane dalla nostra Regione o addirittura all’estero, convinti che ormai c’era ben poco da fare.
La "via di Natale" si è opposta a questo senso di rassegnazione alla sconfitta che accompagna l’ineluttabilità della malattia CANCRO.
Venuta a conoscenza che presso l’Ospedale di Pordenone operava un gruppo di giovani oncologi, l’Associazione si è offerta di dare la possibilità a questi medici di frequentare corsi di aggiornamento e specializzazione, partecipare a convegni di studio e soggiorni presso i più qualificati Istituti nazionali ed internazionali. Gli ammalati avrebbero così ottenuto il risultato di avere nelle strutture locali le stesse possibilità di cura e di guarigione senza essere costretti a fare i "viaggi della speranza".
La "via di Natale" ha portato queste idee e questi programmi nei paesi del Friuli-Venezia Giulia e successivamente del Veneto organizzando incontri e conferenze mediche, alla sera per la popolazione ed al mattino per gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado, per far conoscere l’importanza della prevenzione e l’utilità della diagnosi precoce dei tumori. Questa forma di divulgazione ha avuto un grandissimo successo, non senza qualche critica, perché a stimolarla e a volerla erano semplici cittadini e non gli addetti ai lavori.
Con i contributi che nel frattempo arrivavano con spontanea generosità, venivano istituite borse di studio per il personale medico, infermieristico e tecnico e si acquistarono attrezzature mediche e apparecchiature scientifiche utilizzate nel campo della terapia, della diagnosi e della ricerca.
Attenta a tutte le problematiche legate al CANCRO, la "via di Natale" aveva anche capito che per avere una maggiore speranza di guarigione, un prolungamento della vita o quantomeno un migliore beneficio, era necessaria una struttura specifica.
E così il 24 marzo 1979 quattro staffette a piedi, partendo da altrettante località del Friuli-Venezia Giulia, raccolsero lungo le strade dei paesi attraversati, 80mila firme di cittadini. La sera stessa, all’arrivo a Trieste, furono consegnate al Consiglio Regionale insieme alla richiesta di istituire nella nostra terra un centro per lo studio e la cura del CANCRO.
La sensibilizzazione a livello politico, amministrativo e soprattutto tra la popolazione aveva dato i suoi frutti e quelli che sembravano sogni ed utopie diventarono realtà. Nel 1984 prendeva avvio il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (CRO) al servizio non solo delle genti del Friuli-Venezia Giulia ma di tutta Italia.
Si arrivava così all’estate del 1988 e la "via di Natale" apriva i suoi orizzonti focalizzando la sua attenzione verso i familiari degli ammalati che giungevano al CRO, i quali avevano il grande problema di trovare alloggio per periodi anche molto lunghi. Venne rivolto un appello ai cittadini presentando il progetto per l’installazione di un prefabbricato adeguatamente arredato nelle vicinanze dell’Istituto e, come sempre, la generosità della gente è stata immediata. Dal pensare al realizzare ed inaugurare la struttura, che era la "Casa via di Natale 1" con 12 posti letto, passarono pochi mesi e nel gennaio del 1989 si incominciarono ad accogliere le prime persone. Sino al novembre 1995 ne ha ospitate oltre 2.500 in forma gratuita.
Ma le richieste di ospitalità aumentavano conseguentemente al numero sempre maggiore di ammalati che facevano riferimento al CRO e la "Casa 1" non era più sufficiente a soddisfarle tutte.
Si fece così strada l’idea di realizzare una struttura più grande, la "Casa via di Natale 2", che nel primo progetto prevedeva 34 mini appartamenti per accogliere nei due PIANI di OSPITALITA’
· i familiari dei malati ricoverati al CRO.
· i malati oncologici in terapia ambulatoriale presso lo stesso Istituto, in tutto 68 persone, in forma gratuita

In fase di costruzione però si è presentato il problema del MALATO TERMINALE ONCOLOGICO
Un aspetto questo che non era stato considerato poiché l’attenzione si concentrava soltanto sul fatto che il cancro si doveva combattere e curare; purtroppo di CANCRO si poteva anche morire.
Ecco che con una semplice delibera del Consiglio di Amministrazione, la Casa si arricchisce di un ulteriore piano con 12 mini appartamenti.

E’ l’ “Hospice via di Natale”, sorto per accogliere 12 malati terminali oncologici provenienti da qualsiasi struttura ospedaliera o dalle proprie abitazioni che beneficiano oltre che dell’ospitalità, anche per un familiare, dell’assistenza medico-infermieristica altamente qualificata 24 ore su 24.

Il tutto in forma totalmente gratuita.

L’intera struttura viene inaugurata l’11 novembre 1995 completa di 46 appartamenti ognuno dei quali composto da entrata, bagno, cucinino e camera con 2 letti (per un totale di 92 posti letto) e spazi comuni come le lavanderie, la sala riunioni, la palestra, la sala da lavoro, la biblioteca, il salotto con TV, la cappella e le celle mortuarie.

Il valore della Casa è di 10miliardi di vecchie lire, pari a 5 milioni di euro, di cui 3milioni500mila euro pagati e 1milione500mila euro donati sotto forma di arredamenti, suppellettili, materiali vari e, soprattutto, mano d’opera volontaria.

Questo è stato possibile grazie ai contributi della gente semplice, della gente che vive del proprio lavoro o della pensione; non c’è stata una lira di finanziamento pubblico sia per la realizzazione di quest’opera che per tutto quanto ha attuato la "via di Natale" dal 1977 ad oggi.

E’ stato fatto affidamento soltanto sulla provvidenza, la provvidenza di avere al nostro fianco degli amici meravigliosi come i friulo-giuliani in primis, i veneti poi e via via quelli delle altre regioni del nostro Paese.

Qualcuno potrebbe chiedersi del perché di tanta spontanea generosità. La risposta è molto semplice: la "via di Natale" fin dall’inizio della sua attività è sempre stata chiara nell’esporre, durante l’Assemblea annuale e in occasione di manifestazioni, conferenze e incontri vari, i programmi, i progetti ed i bilanci finanziari. E non si è certamente risparmiata, ne si risparmia tuttora, per essere ogni volta presente nei paesi dove si organizza qualsiasi cosa in suo favore.

Tutto ciò è costato e costa fatica anche perché oggi l’Associazione opera in ben 11 province del Triveneto e ora altre regioni sono interessate a questo modello; ma la soddisfazione è grande, ed è immensa la gratitudine degli ospiti della Casa, rivolta a tutti coloro che con generosa disponibilità consentono alla "via di Natale" di proseguire il suo cammino in favore dell’intera Comunità.

Gli ospiti accolti sino al 31.12.2008 sono stati 30.576 nei Piani di Ospitalità e 1740 nell’Hospice


In occasione dell'Assemblea annuale del 16 aprile 2004, presenti, il Consiglio di Amministrazione, Soci, Collaboratori e Sostenitori della "via di Natale" è stato deciso all'unanimità di intitolare la Casa a FRANCO GALLINI come doveroso riconoscimento per tutto il Suo operato a favore dei malati di cancro e loro familiari.

Da allora la struttura ha preso il nome di Casa via di Natale "Franco Gallini".

La “via di Natale” è in realtà una piccola azienda con 30 dipendenti fra personale infermieristico, ausiliario, medico, addetto alle pulizie e amministrativo, impiegati nella Casa e nell’ Hospice ad Aviano e nella Sede Amministrativa/Operativa di Pordenone.

Anche il costo del personale dipendente e dei medici è completamente a carico dell’Associazione.

Maggiori informazioni potete trovarle all'indirizzo http://www.viadinatale.org/.