27 ottobre 2015 - Il Dialetto come fatto sociale

IL DIALETTO COME FATTO SOCIALE - ORIGINE E VALORE DEL DIALETTO

Settimo appuntamento della manifestazione “Chies e le sue montagne svoltosi ad Alpaos, il più antico paese dell’Alpago, fino al 1650, nei documenti, a volte è detto Alpagos altre Lapagus e da qui Lapacum e quindi Alpago, per parlare di dialetto: relatore Guido Barzan, autore di studi sui dialetti e sulla diffusione degli stessi, in particolare del dialetto bellunese.

Il dialetto fa parte del bagaglio culturale che ognuno di noi porta sulle spalle ed è l’inevitabile segno che ci fa dire che apparteniamo ad un certo luogo, ad un certo tempo e che ci identifica e ci colloca nel posto preciso della nostra storia personale.

Bistrattato nei decenni scorsi, monopolizzato anche dal punto di vista politico, ci si chiede se può occupare solo un ambito familiare e affettivo e non essere adatto per contenuti di un certo livello intellettuale.

Il pubblico intervenuto non ha mancato di interagire col relatore, che nell’esposizione ha toccato diversi argomenti spiegando le differenze e i punti in comune tra lingua e dialetto assurgendo quest’ultimo ad un posto d’onore tra gli idiomi.

Pier Paolo Pasolini scriveva che “Il contadino che parla il suo dialetto è padrone di tutta la sua realtà” e vedeva nel dialetto l’ultima sopravvivenza di ciò che ancora è puro e incontaminato. E come tale doveva e deve essere “protetto”. 

Guido Barzan ha contribuito a farci comprendere l’importanza della conoscenza e del mantenimento del vernacolo e con il racconto di alcuni aneddoti e l’indicazione di alcuni termini ormai in disuso ha fatto capire come il dialetto sia espressione di un popolo che restituisce fatti, episodi, luoghi, persone con profilo e identità precisi, ma soprattutto con un’anima.

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